Tre errori sul lavoro che possiamo recuperare e uno no

Schermata 2016-03-02 alle 19.19.48I miei genitori erano due impiegati che amavano il loro lavoro e le loro aziende e mi hanno insegnato questi valori, oltre a quello di una grande fedeltà all’azienda, cioè di cambiare il meno possibile, anche perché questo sarebbe risultato nel CV e avrebbe dato una pessima impressione. Adesso è ancora così? Non proprio, il mercato e le sue regole sono molto cambiati e possiamo dire che ormai il nostro obiettivo non è più quello di rimanere in un’azienda per secoli, ma quello di continuare a crescere e migliorare. Se questi presupposti vengono meno, allora è meglio cambiare. Ecco quindi tre errori che ci può capitare di fare e che possiamo recuperare, e un quarto che invece rischierà di affondarci.

  • Possiamo risollevarci da un cambiamento di carriera che non ha funzionato.

Questo è un concetto molto più affine alla cultura anglosassone, ma sta affermandosi anche da noi. Il mondo delle startup lo conosce molto bene. Il concetto è: se vogliamo crescere dobbiamo provare. E quindi anche sbagliare. A volte i nostri cambiamenti funzioneranno e a volte invece otterremo come risultato il fatto di aver imparato che un certo tipo di società o di partner o di sede non facevano al caso nostro. Anche questo è un risultato. Ovviamente non si deve esagerare nella collezione di nuovi posti di lavoro, ma qualche insuccesso ci sta

  • Possiamo risollevarci anche da un totale disastro di carriera.

E’ un po’ come quando si esce da una lunga relazione e ci capita di avere una breve storia con una persona che non ci sarebbe mai interessata in tempi più ‘normali’. Ma anche questo è un passo che ci può servire per uscire dalla crisi. Allo stesso modo, se proprio ci è capitato un disastro nella vita lavorativa possiamo accettare un lavoro di minore importanza che potrà traghettarci verso momenti migliori. Un altro passo è quello di concentrarci sugli aspetti economici più pressanti, magari vendendo la macchina o facendo scelte che concretamente ci possono aiutare nel difficile frangente in cui ci troviamo. In sostanza, dobbiamo cercare di non andare nel panico e di affrontare i problemi un po’ alla volta. E quando capiremo che le forze stanno tornando e non ci sentiremo più vittime del sistema, allora potremo ritornare a cercare lucidamente un nuovo lavoro serio. Quindi, se ci succede una perdita molto traumatica è importante che ci concediamo il tempo per elaborare quello che ci è capitato intraprendendo piccoli passi che ci aiuteranno a impossessarci di nuovo del controllo della nostra vita.

  • Possiamo recuperare dopo un taglio netto con alcune persone.

Sappiamo tutti che uno dei peggiori errori di carriera è quello di tagliare i ponti dietro di noi. Ma perfino questo errore è recuperabile. A volte, soprattutto quando si è giovani, certi atteggiamenti ci sembrano inaccettabili e con un po’ di leggerezza ed esuberanza ce ne andiamo ‘sbattendo la porta’. A volte però, crescendo, ci può capitare di ripensare ad una certa persona, un capo, un collega, e di capire meglio quella situazione e che forse l’altro non aveva così torto come avevamo pensato. In un caso del genere possiamo benissimo recuperare la situazione, con sincerità, magari scrivendo una mail del tipo ‘Spesso mi capita di pensare ai nostri vecchi tempi insieme e mi chiedo come stai’. In questo modo possiamo persino ristabilire una relazione che sembrava perduta per sempre.

  • Ma non ci riprenderemo mai dall’esserci addormentati durante la nostra vita lavorativa.

Questo è l’errore peggiore che possiamo fare. Quando chiudiamo il mondo fuori dal nostro guscio lavorativo, non ci succede mai nulla di diverso e il nostro lavoro è sempre lo stesso, ecco questa è veramente una posizione pericolosa. Noi stessi stiamo male in questa situazione, per non parlare dei nostri poveri familiari a casa, dato che saremo insoddisfatti e intrattabili. Si tratta di quella che viene chiamata la “comfort zone”, che sembra dare conforto immediato, perché è caratterizzata dall’assenza di fastidi e fatica, ma in realtà quello che manca veramente sono gli stimoli e, dopo un po’, la stima di se stessi e la self-confidence.   Più a lungo ci culleremo in questa specie di oblio più gli altri si dimenticheranno di noi e dopo un po’ anche l’ azienda non ci considererà certo indispensabili…   Carla Vegetti Marketing Mgr InnoVitsLab

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