Startup e aziende: 35 miliardi di motivi per stimolare la collaborazione

Open Innovation in Italia vale 35 miliardiL’open innovation? Vale una crescita del Pil dell’1,9%”  è il titolo di un interessante articolo di EconomyUp che illustra i dati raccolti da Accenture in collaborazione con la G20 Young Entrepreneurs Alliance nell’indagine “Harnessing the Power of Entrepreneurs to Open Innovation” che mostrano il grande potenziale di crescita generabile attraverso  la collaborazione fra aziende e startup: 1,5 trilioni di dollari nel mondo (pari al 2,2% del PIL globale) e 35 miliardi nella sola Italia (pari al 1.9% del PIL). 

Il potenziale è alto, non altrettanto la conoscenza e capacità di applicare questo paradigma da parte del management delle aziende del nostro Paese. In questa direzione, sono certamente importanti iniziative come quella di EconomyUp, che ha definito  Aprile 2016 il mese dell’Open Innovation e offre un ciclo di webinar su questo tema  rivolto a imprenditori, manager e consulenti va nella direzione di aumentare la conoscenza su ‘come si fa l’innovazione aperta’.

Anche noi come InnoVitsLab ci stiamo impegnando in inziative di formazione, ma anche di supporto a progetti concreti nelle aziende.

Questa settimana abbiamo dato il via a una serie di seminari presso CFMT, Centro di Formazione Management del Terziario, rivolti a Direttori Generali, Direttori Prodotto e R&D, Direttori Commerciali e Marketing, Direttori di Business Unit e CIO, allo scopo di rendere consapevole il management delle aziende che per fare leva efficacemente su questa opportunità è necessario lavorare alla progettazione di organizzazioni adatte e, soprattutto,  alimentare e  sostenere  un approccio imprenditoriale (intrapreneurship), fondamentali per poter supportare progetti innovativi all’interno delle corporate.

Questi workshop, che teniamo sia a Milano che a Roma, sono una conferma dell’interesse per questi temi da parte dei decisori aziendali che sono sempre più consapevoli di operare in contesti di elevata incertezza (VUCA  – Volatility, uncertainty, complexity and ambiguity) e della necessità di evolvere dal ‘traditional management’  a un ‘entrepreneurial management’ portando nelle aziende metodologie del mondo delle startup e adottando un approccio che dia spazio alla sperimentazione e al rischio.

Inoltre, la scorsa settimana, siamo diventati soci dell’iniziativa Ban-Up , neonata società di consulenza personalizzata, dedicata alla valorizzazione e accelerazione di idee imprenditoriali innovative di startup e società italiane ed estere, perché crediamo che possa aiutare a creare un ponte tra startup ed aziende consolidate, realizzando concretamente casi di open innovation.

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