Lettera di un capo al proprio collaboratore

Schermata 2015-11-11 alle 21.19.27Il rapporto con il proprio capo è una delle relazioni più complicate del mondo, quasi a livello di genitori e figli o rapporto di coppia. Le ragioni e gli errori stanno ovviamente da entrambe le parti e, a parte casi limite, il problema di tutti è che non riusciamo a vedere le cose dalla prospettiva dell’altro.
E forse, a volte, è giusto così, perché sappiamo che il conflitto fa crescere. Dopo aver analizzato nella “Lettera di un giovane lavoratore al proprio capo” il punto di vista del lavoratore, proviamo ad esaminare l’altro, quello del capo.
Molto spesso i ragazzi non conoscono l’abc del mondo del lavoro, perché effettivamente nessuno glie l’ha insegnato. Sarebbe quindi compito del capo, ma non è certo un’impresa facile, un po’ per impreparazione del capo e soprattutto perché certe cose sono veramente difficili da dire. Più facile farlo in una lettera, ipotetica. Notare come a volte certi punti siano le due facce della stessa medaglia.
Sei sicuro di aver capito cosa stai facendo?
Sei sicuro di capire sempre qual è il senso di ciò che stai facendo, come si inquadra in un contesto più generale, qual è la logica che ci sta dietro? Non mi piace sentirmi dire “mi avevano detto di fare così …”, in modo acritico. Bisogna capire sempre quello che si sta facendo. Se ti trovi a dover fare qualcosa che non ti convince o non capisci è molto meglio chiarire prima i tuoi dubbi con me. Io sono qui per questo. Questo, anzi, farà su di me un’ottima impressione perché dimostra che hai senso di responsabilità. Naturalmente il modo in cui il collaboratore chiede questa informazione deve essere aperto, gentile e soprattutto non polemico [ndr]
Pensi di mettere nel tuo lavoro l’impegno che l’azienda si aspetta da te?
Quando l’Azienda ti ha assunto hai sottoscritto un accordo basato sulle mansioni che ti riguardano. Sei proprio sicuro di metterci  sempre l’impegno dovuto? Sei una persona affidabile che mantiene ciò che promette? Sappi che il tuo lavoro è molto importante nell’economia delle performance del team e il tuo lavoro è essenziale per poter garantire il raggiungimento degli obiettivi del nostro team. Che sono i miei obiettivi.
Non ti sembra di essere un po’ troppo chiacchierone?
Prova a fare mente locale: passi troppo tempo in pausa caffè, bisbigli con gli altri colleghi, fai telefonate a bassa voce ? Un atteggiamento del genere, se esagerato, nuoce alla tua immagine, tutti se ne accorgono, abbassa il tuo rendimento e ti fai la fama della persona pettegola e quindi anche poco affidabile. Inoltre, mi metti in una situazione difficile con tutto il team perché io devo garantire un trattamento equo a tutte le persone del gruppo e quindi non sarebbe giusto nei riguardi di altri colleghi che invece hanno un comportamento più corretto e un rendimento più adeguato.
Arrivi spesso in ritardo?
Se si è in un contesto lavorativo in cui c’è la massima libertà di orario – quindi arrivare tardi ma anche lasciare l’ufficio tardi – e si è misurati sugli obiettivi, il problema non si pone. [ndr] Non puoi arrivare in ritardo o non puoi andare via presto, troppo spesso. Ti sei mai reso conto che se tu arrivi molto spesso in ritardo (o lavori meno del dovuto) quasi sicuramente anche i tuoi colleghi cominceranno a fare lo stesso, o comunque si lamenteranno con me del tuo comportamento? In questo caso siamo nella stessa situazione del punto precedente: io devo garantire un trattamento equo a tutti i membri del team.
Pensi che il tuo look sia adeguato?
Chi è trasandato offre un brutto spettacolo, ma lo è altrettanto anche chi si veste come se i corridoi dell’ufficio fossero una passerella sulla quale sfoggiare mise incredibili. Non è vero che ognuno ha la libertà di vestirsi come vuole perché sono solo i risultati che contano. L’immagine è sempre molto importante, parla di noi e, se troppo esagerata in un senso o nell’altro, può far nascere antipatie e invidie, difficili da gestire. Inoltre, sappi che ciascuno di noi rappresenta l’azienda nella quale lavora e, soprattutto se negli uffici possono circolare persone che vengono dall’esterno (soprattutto clienti), il nostro look contribuisce a creare il modo in cui l’azienda si presenta agli altri. In poche parole: non è vero che l’abito non fa il monaco. Lo fa eccome! E, soprattutto quando abbiamo rapporti con altre aziende il nostro look deve essere molto serio e professionale, perché questo è il biglietto da visita della società che rappresentiamo e nessuno vuole “comperare” niente da chi non lo è.
Sei ben integrato con i colleghi di lavoro?
Noi capi “amiamo”  i dipendenti che socializzano in ufficio, perché questo fatto contribuisce alla coesione del team che a sua volta influenza le buone performance. Una persona scorbutica che non si amalgama agli altri può costituire un problema. Se fai un po’ fatica perché sei timido/a cerca di darti da fare (offri da bere al tuo compleanno, non appartarti anche se ti costa un po’ ecc.), sono certo che avrai dei risultati e comunque sappi che io sicuramente noterò i tuoi sforzi.
Pensi di dare valore aggiunto alla tua squadra o ai risultati dell’azienda?
Infine, un suggerimento per chi desidera raggiungere risultati brillanti e farsi notare. [ndr] Se hai lavorato per l’azienda per almeno un anno avrai capito che non servono solo impegno, puntualità e consapevolezza del proprio ruolo, io mi aspetto che tu sappia anche aggiungere valore alla nostra squadra, in qualche modo. Noi manager siamo costantemente alla ricerca di persone che possano fare la differenza con idee brillanti e che consentano di far fare bella figura a tutto il team verso il resto dell’azienda. E’ tuo interesse quindi dimostrare di essere intraprendente e partecipe del successo del gruppo e dell’azienda. In una parola non limitarti solo a seguire il flusso.

Carla Vegetti –  Marketing Manager – InnoVitsLab

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